Guida di Hammamet
Pupput: il sito archeologico romano di Hammamet

Pupput è il sito archeologico della città romana sviluppatasi a sud dell'attuale Hammamet. Non era semplicemente la medina con un nome latino: occupava un'area distinta e molto più estesa, in seguito ridotta dalla crescita urbana e turistica. I resti conservati permettono di osservare abitazioni, impianti termali e mosaici legati alla vita quotidiana dell'Africa romana.
Dove si trovava la città romana
Il sito si trova nella zona di Souk el-Abiod, a sud di Hammamet. Fu identificato dagli studiosi nel XIX secolo. Le ricerche finora condotte non hanno segnalato resti punici nello stesso sito, mentre la documentazione romana permette di ricostruire parte dello sviluppo della città.
La posizione separata dalla medina è importante per comprendere la storia locale: la città fortificata di Hammamet appartiene a una fase successiva e non fu costruita semplicemente sopra il centro di Pupput.
Da villaggio a colonia
Secondo l'Agenzia tunisina per la valorizzazione del patrimonio, fino alla fine del II secolo Pupput era un vicus dipendente da Cartagine. Fra il 185 e il 192, durante il regno dell'imperatore Commodo, ottenne il rango di colonia romana. Un'iscrizione del IV secolo ne conserva la titolatura ufficiale.
All'inizio del Novecento erano ancora riconoscibili resti di edifici pubblici e infrastrutture, fra cui templi, teatro, anfiteatro, terme, cisterne e acquedotto. Non tutto è sopravvissuto.
Le perdite dovute all'espansione moderna
La crescita edilizia e alberghiera degli anni Sessanta occupò una parte considerevole dell'area antica. Furono avviati scavi di salvataggio per documentare ciò che emergeva durante i lavori, ma la città romana non poté essere conservata nella sua interezza.
Il parco archeologico oggi visitabile copre circa quattro ettari e comprende soprattutto un quartiere di abitazioni vicino al mare e due complessi termali. La frammentarietà del sito non deve essere scambiata per scarsa importanza: è anche il risultato delle trasformazioni moderne di Hammamet.
Le case e i mosaici
Fra gli edifici ricordati dalla documentazione ufficiale figura la casa del triclinio in bianco e nero, datata fra la fine del II e l'inizio del III secolo. Il peristilio racchiudeva un giardino con bacino, di fronte a una sala destinata ai banchetti.
La casa del peristilio figurato, più tarda, prende il nome da un mosaico che riproduce l'ombra delle colonne. Al centro compare un faro acceso, interpretato come augurio di buona navigazione. Un altro complesso è conosciuto come edificio del Satiro e della Ninfa e riuniva spazi abitativi e artigianali.
La necropoli di Pupput
A nord del parco si trova la grande necropoli, anch'essa conservata solo in parte. Gli archeologi hanno scavato circa 1.400 sepolture, databili fra la fine del I e il VI secolo d.C. È una documentazione preziosa per ricostruire pratiche funerarie e trasformazioni della popolazione nell'arco di diversi secoli.
La necropoli non coincide con i cimiteri moderno musulmano e cattolico nei pressi della medina, che appartengono a un'altra storia e meritano un approfondimento separato.
Visitare Pupput
Il sito è meno immediato e scenografico della Kasbah, ma offre una lettura più profonda dell'antichità locale. È consigliabile informarsi prima sugli orari effettivi e sulle condizioni di accesso, che possono cambiare. La scheda dell'Agenzia tunisina del patrimonio è il riferimento istituzionale.
La visita completa bene la pagina sulla storia di Hammamet: mette in evidenza la distanza fra la città romana, l'abitato fortificato medievale e la successiva località turistica.